Come la lettura estiva può aiutare i bambini a costruire fiducia e autostima

Estate, storie e il coraggio di dire: “Posso farcela”

In tanti anni, passati tra libri e bambini, ho imparato che le storie non insegnano solo a leggere, ma soprattutto a sentirsi capaci. Ed è proprio questo che le rende così preziose.

Ci sono momenti dell’anno in cui bambine e bambini crescono senza fare rumore. L’estate è uno di questi.

Non succede tutto insieme, non ci sono verifiche o voti a segnare il cambiamento, eppure, tra un pomeriggio lento e una sera che tarda ad arrivare, qualcosa si muove.

Bambine e bambini sperimentano cose nuove, sbagliano, ci riprovano. E piano piano costruiscono un pezzetto di sé.

È qui che entra in gioco la lettura: da compito ed esercizio si trasforma in spazio personale, intimo, libero.

Uno spazio in cui incontrare storie… e, senza accorgersene, incontrare sé stessi.

Le storie che aiutano a crescere

Chi lavora con bambine e bambini lo sa bene: le storie non servono solo a intrattenere. Servono a dare forma alle emozioni, a rendere visibili paure e desideri e a permettere di dire: “Quello che provo ha un senso”.

Quando una bambina o un bambino ascolta o legge una storia, succede qualcosa di molto potente: si riconosce.

Si riconosce nel Gufetto che voleva contare, ma non era ancora sicuro di sé.
Nel Topino che voleva leggere e forse non si sentiva ancora pronto.
In Tommy, il pesce ciclista, così diverso… e proprio per questo speciale.
In Luca, piccolgrande che si sente piccolo, anche quando gli altri lo vedono già grande.

E crescendo, si ritrova anche in storie come Basta crederci o Diario di un giovane rocker, dove il tema diventa ancora più chiaro: credere in sé, non arrendersi, trovare il proprio posto, accettare ciò che si è.

Non sono storie perfette, ma vere, nel senso più profondo: parlano di tentativi, di errori, di piccoli passi.

E ogni volta che un bambino pensa: “Questo personaggio è un po’ come me” sta già facendo qualcosa di importante per la sua autostima.

L’autostima non si insegna, si costruisce.

Non nasce da una frase detta una volta e non aumenta con un “brava” o “bravo” ripetuto automaticamente.

L’autostima si costruisce provando, sbagliando, vedendo che è possibile fare nuovi tentativi.

E le storie aiutano proprio in questo, perché mostrano il processo e non solo il risultato.

Un personaggio che sbaglia e poi ci riesce diventa uno specchio: “Se può farlo lui… forse posso farlo anch’io.”

E questo “forse” è già un grande inizio.

Perché proprio d’estate?

Perché in estate cambia tutto.

Il tempo si dilata, il ritmo rallenta e il peso del giudizio e di quel “devo” che accompagna l’anno scolastico si fa più leggero. Si apre così uno spazio diverso. Più autentico.

Uno spazio per:

·       ascoltare davvero,

·       parlare senza fretta,

·       fermarsi su una pagina.

Non serve leggere tanto, serve leggere bene.

Anche dieci minuti al giorno possono bastare, se sono dieci minuti veri, seduti vicino, senza correzioni continue, senza trasformare la lettura in una prova.

Perché la lettura, prima di tutto, è relazione: stare vicini, condividere una storia, ma anche qualcosa di sé. E in questo “qualcosa di sé” c’è anche l’adulto.
Non solo nelle domande che pone, ma nei piccoli racconti che sceglie di condividere: un ricordo, un’emozione, una paura vissuta da bambino.
È un modo per dire: “Ti ascolto davvero. E ci sono anch’io, dentro questa storia.”
È lì che nasce una complicità silenziosa, un legame emozionale che rimane anche quando il libro si chiude e si trasforma in uno dei ricordi più belli.

Piccoli giochi da fare insieme

E qui arriva la parte più semplice… e più preziosa.

Perché basta davvero poco per trasformare una storia in un’esperienza vissuta insieme.

Scarica le attività, bastano pochi minuti, una domanda, una risata, un’emozione condivisa.

È così che la lettura diventa esperienza. Ed è così che, senza accorgercene, aiutiamo bambine e bambini a costruire fiducia, coraggio, autostima e la consapevolezza di essere amati.

Clicca qui sotto per scaricare le attività.

ATTIVITA' SCARICABILE

Alla fine, che cosa resta?

Oltre alla trama e ai personaggi, resta qualcosa di più sottile, ma profondissimo: una voce interna.

Quella che, davanti a una difficoltà, può dire: “Non ce la faccio” oppure “Ci provo ancora”.

Le storie aiutano a costruire questa voce e l’estate è il momento perfetto per farlo.

Senza fretta.

Senza pressione.

Perché le storie non restano nei libri: diventano parte di chi cresce.

Mariagrazia Bertarini